Premi oscar 2010
marzo 8th, 2010, articolo di MarcoSolo 2 oscar per Avatar; questa sì che è soddisfazione!
Solo 2 oscar per Avatar; questa sì che è soddisfazione!
Un libro di racconti, racconti brevi, che a volte occupano meno di una pagina. Nonostante i commenti positivi che avevo letto in diverse occasioni dopo due pagine ero tentata di abbandonare la lettura… andando avanti però il libro si è rivelato un intreccio di piccoli eventi quotidiani tra loro collegati, semplici, ironici, a volte sconcertanti. Mi sono ritrovata a ridere da sola e a condividere, quando ne avevo l’occasione, alcuni passaggi particolarmente divertenti…
“Ci siamo sposati in 22′15” e 2/5; il prete misurava m. 1,73 e la temperatura era +24°. L’anello pesava grammi 6,2.”
Alla fine ho divorato il libro e penso che in futuro cercherò altre opere di Guareschi per scoprire se la stessa atmosfera che si respira qui caratterizza anche i suoi romanzi.
Davvero un libro molto strano quello di Frank McCourt: non posso dire mi sia piaciuto come il contrario; quel che è certo è che ho impiegato qualche mese a leggerlo. Per carità mia mancanza di sicuro perché è un libro semplice e scritto colloquialmente ma con il grande difetto di essere un unico brainstorming di 420 pagine circa sicché mi ha stancato quasi subito.
E’ interessante seguire la storia movimentata – non so quanto autobiografica – di un irlandese emigrato in America negli anni Quaranta che da estremamente povero e squattrinato riesce a costruirsi una vita tranquilla, seppur non agiata, nel paese in cui tutto è possibile, diventando presto un insegnante rassegnato e in balìa dei suoi studenti.
Un libro in cui si alternano ironia e drammaticità superata davanti a un boccale di birra, con momenti di nostalgia intensa e coinvolgente.
Bellissimo spettacolo quello di Marina Spreafico per il Teatro Arsenale, a cominciare dalla presentazione quasi clownesca interpretata da Alberto Guerra che lotta ripetutamente contro il suo cappello.
Molto fedele al testo di Ionesco la scena è perfettamente studiata per ambientare lo spettatore in una logica che fin da subito risulta assurda nei dialoghi, nelle movenze e nell’interpretazione degli attori, checché ne dica la regista che rifiuta l’etichetta che ha reso così famoso Ionesco.
Giovanni Calò, Augusta Gori, Marino Campanaro, Paola Galli, Mario Ficarazzo e Mauro Mazzocchi sono tutti eccezionali nel loro ruolo e senza dubbio meritano il lungo applauso che a fine spettacolo li ha premiati del piacere del pubblico. Una personalissima nota di merito va a Claudia Lawrence, divertente e divertita signora Martin, così bizzarra e comica da risultare irresistibile.
“La cantatrice calva” è andato in scena per la terza volta al Teatro Arsenale : sono molto contento di essere riuscito a vederlo nonostante abbia assistito solo all’ultima rappresentazione e non è detto che se dovesse essere ancora in stagione negli anni prossimi, non possa tornare a vederlo.
Consigliato a chiunque.
Mi son detto ci vorrebbe un nuovissimo bellissimo articolo sul mio Blog nella caregoria “vita”.
Mi son detto ci vorrebbe un nuovissimo bellissimo post nella mia vita da scrivere sul mio blog.
Mi sono detto che ci vorrebbe un nuovissimo bellissimo “change of life” da trasformare in post.
Mi dico sempre molte cose e un sacco sono cazzate per tirarmi su il morale – e rido – altre semiserie, pochissime serie: questo che dico è serio. Ma ci lavoro su. Mi sono detto, stasera, che basta lavorarci su.