another thought in the wall
Mi son detto ci vorrebbe un nuovissimo bellissimo articolo sul mio Blog nella caregoria “vita”.
Mi son detto ci vorrebbe un nuovissimo bellissimo post nella mia vita da scrivere sul mio blog.
Mi sono detto che ci vorrebbe un nuovissimo bellissimo “change of life” da trasformare in post.
Mi dico sempre molte cose e un sacco sono cazzate per tirarmi su il morale - e rido - altre semiserie, pochissime serie: questo che dico è serio. Ma ci lavoro su. Mi sono detto, stasera, che basta lavorarci su.
about last weekend
Firenze è una città bellissima. Anche Siena lo è, ma Firenze di più.
Un po’ come Sanremo, Firenze è Firenze.
Per me è anche un’esigenza: di tanto in tanto sono felice di tornarci perché laggiù si respira un’aria diversa; non è questione di parti per milione, ma d’arte tutt’attorno a te, ovunque ti volti.
E questa volta, la visita agli Uffizi - la prima in tanti anni - nonostante l’interminabile coda delle otto e mezza del mattino domenicale, mi ha fatto davvero molto piacere. Se non fosse per gli innumerevoli jappo-men incollati alle opere più famose (Leonardo in primis), direi che gli Uffizi hanno un’esposizione anche più godibile di quella del Louvre dove è possibile ammirare la “piccola” Gioconda solo con un binocolo molto potente.
E quale meraviglia non è Palazzo Vecchio e la Sala del Cinquecento?
A Siena, dentro il Duomo, ho stretto la mano a Gasparri. Oddio, a dire il vero ha fatto tutto lui: io gli ho solo chiesto “ma lei è…” evitando pure di pronunciare il nome, nell’incertezza di un grossolano errore, e lui ha detto “sì, grazie grazie” stringendomi la mano. Ok, non è una gran cosa ma fa un po’ effetto raccontarlo. Almeno credo. Personalmente avrebbe fatto più effetto stringere la mano (almeno quella) alla Hunziker.
Se solo potessi far nomi senza problemi sconsiglierei vivamente l’albergo presso cui ho pernottato. Anzi, non mi faccio problemi: evitate l’Hotel Argentina: a 5 passi dal centro sì, ma al prezzo di un servizio scarsissimo e molto costoso.
/me è comunque molto molto contento di questa gita, anche per l’ottima compagnia.
Fair Play
Da diverso tempo ripeto che David Coulthard, attuale pilota Red Bull, è sempre stato uno dei tanti ad aver sbagliato lavoro. E dopo la sparata di ieri, durante un’intervista riportata dai giornali australiani, circa l’incidente con Felipe Massa, non posso che confermare non solo l’incapacità del pilota di guidare una formula 1, ma anche la totale nullità che può valere una persona come lui. Mi fa schifo.
Cito testualmente virgolettando (a scanso di equivoci): se Massa non si assume la responsabilità…
“If he doesn’t, then I’m gonna kick three colours of shit out of the little bastard.”
Complimenti per la finezza e il fair play David, adesso ritirati e goditi la pensione.
Caro Sindaco, mi aiuti lei
Ho sempre pensato di abitare in una tranquilla cittadina, un grande paesone in cui ci si conosce un po’ tutti e si vive molto più serenamente che in altre città. Oggi so che non è così. Devo ringraziare il Primo Cittadino di Pavia di avermi aperto gli occhi: in realtà noi pavesi si vive tutti i giorni situazioni da telefilm di spionaggio, senza rendercene conto.
Come si può apprendere dalla notizia riportata sui giornali locali e che, come doveroso, ha fatto un po’ il giro del web (potete leggere qualcosa qui), Piera Capitelli, Sindaco di Pavia, è pressoché sicura di essere spiata, intercettata. Sulla “Provincia Pavese” di ieri leggo infatti che il Sindaco teme che ci siano delle cimici all’interno del suo esimio ufficio, tanto da ritenere necessario un immediato intervento di una società specializzata nel trovare spie.
Cara Sindaco, posso farle qualche domanda? Ha visto anche lei tutte le serie di 24? Le americanate dei film blockbuster non le bastano più? Crede davvero che Pavia stia diventando più pericolosa del Bornx? Mi risponda al più presto per favore, perché temo che qualcuno voglia uccidermi. E non scherzo. Domani lo scrivo su tutti i giornali. Ho paura.
godot
Mi chiedo perché sorrido sempre e solo del passato: fatti salvi gli innegabili, grossolani o banali, “errori” che - se solo potessi - rinnegherei senza scrupoli, ho l’impressione che rivivrei tutto daccapo, senza alcun cambiamento, molto volentieri; e tornerei bambino, peste quanto basta perché ogni idea fosse realizzabile/realizzata, senza vergogna, spesso irrequieto, sempre felice; tornerei studente part-time perché l’altra metà del tempo era davvero “candidamente” libera da ogni pensiero.
Sorrido al passato con una certa malinconia forse dovuta alla consapevolezza di poter solo guardare alle spalle e mai tornare sui miei passi. Ed è sempre confortante.
Mi chiedo perché il domani - invece - mi angustia anche se non ne so nulla; al di là dei buoni propositi (che non mancano mai) e delle speranze (illusive?), provo un senso di insoddisfazione preventivo che probabilmente deriva dall’eccessiva curiosità del dopo, o dall’incertezza di chi non è abituato a programmare niente.
Infine mi chiedo, nella mia immensa pigrizia, che cosa stia realmente aspettando.