Archivio per la categoria cinema
Alice in Wonderland
E’ da alcuni mesi che aspetto con ansia questo film e, come nelle più ovvie previsioni, quando si parla di Tim Burton è un successo meritato. Premesso che non sono già più interessato alla spettacolarizzazione della visione in 3D, privilegio quindi la consueta visione al cinema come Dio comanda. “Alice in Wonderland” è un film confezionato perfettamente e in pieno stile grottesco del regista al lavoro ancora una volta con Johnny Deep (Sweeney Todd, La Fabbrica di cioccolato, Edward mani di forbice) che come Cappellaio Matto ricorda un po’ la pazza esuberanza di Willy Wonka. Bellissime le atmosfere e in generale le scenografie, niente da obiettare sugli effetti grafici. Un film divertente e appassionante che reinventa la fiaba di Alice nel migliore dei modi. Consigliatissimo.
Premi oscar 2010
Solo 2 oscar per Avatar; questa sì che è soddisfazione!
Shrek Terzo
Mi ha un po’ deluso, davvero. Non dico che non sia un bel film, è che mi ha un po’ deluso e basta. Ormai il canovaccio è sempre lo stesso: l’orco buono che, per suo quieto vivere, è costretto a liberare il suo regno da personaggi cattivi delle favole; a metà film succede qualcosa di spiacevole che porta l’orco a non avere più amici salvo poi sfociare in un happy end finale della serie “vissero tutti felici e contenti”. Basta. Davvero non si può pretendere nient’altro da un film d’animazione della durata (risicata) di un’ora e mezza esatta? Non credo. Ne è dimoostrazione il fatto che il primo capitolo della “saga” fu qualcosa di geniale: in ogni punto del film erano presenti esilaranti citazioni filmiche che lo rendevano un film unico. In Shrek Terzo è già tanto se si ride un po’! Non so se consigliarne la visione. Credo proprio di no. Un film davvero mediocre. Peccato.
23 e 24
“Sono Jack Bauer, e questo è il giorno più lungo della mia vita.”
Non sono mai stato un amante delle serie televisive, un po’ perchè non ho
mai avuto la regolarità di sedermi davanti alla televisione su
“appuntamento”, un po’ perchè ho sempre pensato che è difficile che le serie
mi soddisfino davvero. Ad esempio sono riuscito a vedere una sola puntata di
CSI: tanto mi è bastato per capire che non era il telefilm adatto a me.
Ciò nonostante in questi giorni sono venuto a conoscenza (grazie a mio
fratello, ché lui sì che se ne intende di palinsesti!) di una serie che mi
sta davvero incollando al monitor: 24. Per chi non lo conoscesse (ma ne
dubito) si tratta di una serie sviluppata in 24 puntate, una per ogni ora
del giorno, che descrive un’indimenticabile giornata lavorativa del capo di
una squadra dei servizi segreti, Jack Bauer (Kiefer Sutherland), impegnato
nel tentativo di scoprire chi sta attentando alla vita del Senatore David
Palmer (Dennis Haysbert), cadidato californiano di colore alla Casa Bianca.
Naturalmente ancora sono impegnato nella visione del “day one” di cui ho
riassunto la trama, ma finora sono state girate 5 serie, ergo 5 giorni.
Bene, le devo vedere assolutamente tutte.
Visto che siamo in tema di “numeri”, consiglio fermamente anche la visione
di Number 23, film di Joel Schumacher con Jim Carrey. Nonostante il
pretesto piuttosto semplice che sviluppa la trama (l’ossessione per il
numero 23), è un film assolutamente coinvolgente e con qualche sorpresa.
impressioni di gennaio
Quando è nato il nuovo blog, mi sono riproposto di pubblicare una sorta di recensione per ogni film visto al cinema. Allora mi aspettavo di riuscire a scrivere un buon numero di articoli e, anche se per pigrizia tardo sempre a farlo, mi rendo conto di non essere riuscito nell’intento perché non mi capita più tanto spesso di andare al cinema.
Per fortuna in queste ultime tre settimane, forse viste le vacanze di Natale, sono riuscito a vedere ben tre film: “The Prestige”, “Giù per il tubo” e – proprio ieri – “Apocalypto”.
Sono rimasto molto colpito dal primo, davvero un film ben fatto, come non ne vedo da molto tempo: una storia complessa, coinvolgente e mai banale, racconta della sfida – sempre più accanita – che due prestigiatori della Londra del primo Novecento – Robert Angier (Hugh Jackman) e Alfred Borden (Christian Bale) – combattono per tutta la loro carriera artistica, spesso confrontandosi con giochi sempre più pericolosi e ingannandosi a vicenda. L’efficace regia di Cristopher Nolan naturalmente aiuta a godersi la trama per tutte le due ore senza mai stancarsi.
Un film, dunque, di cui consiglio fortemente la visione e che rivedrei già molto volentieri.
“Giù per il tubo” è un film che ho visto un po’ per caso: è il terzo anno consecutivo che mi capita di andare al cinema la sera del giorno di Natale e, non volendo scegliere nulla di veramente banale (ben due film-panettone quest’anno!) la scelta è ricaduta sul film di animazione della Dreamworks. Anche qui sono riuscito a divertirmi molto, grazie alla geniale demenzialità a cui la produzione ci ha ormai abituati e all’eccezionale computer grafica che – non stupisce più – cattura lo sguardo tendendolo incollato allo schermo. Forse si può far meglio sulla trama: trovo che da un paio d’anni a questa parte, la storia dei film di animazioni segua un canovaccio fin troppo noto, non rieuscendo più ad essere originale.
Sono rimasto favorevolmente colpito anche da “Apocalypto” anche se credo che Mel Gibson si sia un po’ affezionato all’idea di colpire lo spettatore con scene cruente, il film scorre molto velocemente: non danno fastidio i dialoghi completamente in lingua maya e sottotitolati, anzi, aiutano ad immergersi in un mondo molto lontano dal nostro, primitivo e feroce.
Ho taciuto di proposito de “Il labirinto del fauno” perché sono rimasto molto deluso dalla banalità della fiaba-infantile incastrata in un’interessantissima storia che si svolge sullo sfondo della Guerra Civile spagnola dell’ultimo dopoguerra. Un film che poteva essere sviluppato solo per metà .







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