Rimango sempre più basito difronte alla in-giustizia che criminalizza innocenti e lascia liberi pazzi e furiosi assassini, come se niente fosse: è evidente la degenerazione che, da diversi anni a questa parte, sta dilagando in tutto il mondo, Italia inclusa. Approfitto della notizia - apparsa oggi sui giornali - di un ragazzo, assolto dalla magistratura belga, che insieme ad un amico uccise l’uomo che aveva abusato di lui quand’era un bimbo (leggi la notizia qui) - per scrivere una riflessione.
Sono convinto che ogni azione violenta contro le persone sia assolutamente condannabile, qualunque condizione psicologica agisca sull’imputato, portandolo a compiere atti criminali di qualunque natura: se lo schifoso pedofilo deve essere incarcerato per la sua inacettabile perversità , lo stesso vale per un assassino che si vendica premeditatamente diversi anni dopo. Ogni forma di violenza va punita con il carcere, *ogni* forma di soffocamento della dignità di uomo, dalla violenza sessuale agli omicidi.
Una persona che arriva ad uccidere *deve* essere considerata pericolosa per tutto il resto della sua vita e dovrà scontare la pena dell’ergastolo, senza possibilità di “sconti”, indulti o grazie.
Cito testualmente da Wikipedia:
“L’ergastolo, chiamato comunemente “carcere a vita”, è la massima pena prevista nell’ordinamento giuridico italiano. Deriva il suo nome dal tipo di istituto di reclusione nel quale si scontavano le condanne, classificate nel gergo burocratico carcerario con la espressiva locuzione “fine pena: mai”.”
Credo sia necessaria una grande riforma della giustizia e auspico che - un giorno - il carcere non sarà un costo per lo Stato ma diventi un sistema-impresa che dovrà il suo mantenimento al lavoro dei dipendenti-carcerati.
Solo così uno Stato può dare valore sincero all’ergastolo. Solo così un assassino sarà costretto ad espiare le sue colpe, privato sì della sua libertà (che d’altronde cottraddistingue la persona onesta) ma con gli stessi oneri e doveri di un uomo libero: cella in affitto, canone televisivo da pagare per la tv in cella, spesa mensile per i pasti, figli a carico.
Fine pena: mai.
Mai.



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Apollonollo nasce sotto il segno dei pesci, il 17 marzo 1980, nella piccola cittadina di Pavia, dove tuttora vive. Fin da piccolo si distingue per la sua capacità di nascondersi fra le ombre, riuscendo a fuggire dall'asilo delle suore in una fresca giornata d'autunno. E' di natura molto pigro soprattutto per tutto ciò che non è di suo interesse. A volte è altruista, altre volte è stronzo. In generale quindi molto lunatico ma non è difficile entrare nelle sue grazie. E' egocentrico e si vuole credere attore.