Tutte le mattine, non appena arrivo a Milano, mi fermo a prelevare la mia copia gratuita (ancora per quanto?) del giornale EPolis Milano, su cui appare la fantastica, esilarate, piccola rubrica “Lapis in fabula”, contenente i contributi geniali dello “scrittore satirico” Chicco Gallus. Volgio riportare l’articolo di oggi così che chi passa dal blog possa apprezzare insieme a me il giornalista.- I migliori anni della nostra vita da porci -

Fra poco, secondo il calendario cinese, inizierà l’anno del maiale. Praticamente per tutti gli uomini è come avere un onomastico che dura 365 giorni. Finalmente un bell’argomento su cui grufolare. Su cui gettarsi a rotta di capocollo. Del resto è poco noto, ma se la donna fu creata da una costola, sembra logico che l’uomo venga invece da una costoletta. Fra l’uomo è il maiale la differenza la fa la buona educazione: date a un uomo un’ottima educazione e otterrete un maiale represso. Datela ad un maiale e avrete un uomo depresso. In ogni uomo c’è un porco che sonnecchia, si dice. In realtà non sonnecchia neppure tanto. Massì, diciamocelo, la maga Circe non faceva nulla di speciale a trasformar gli uomini in porci. George Orwell in “La fattoria degli animali†ci ha invece raccontato come mutare i maiali in uomini, o almeno come non far notare la differenza. Insomma è il nostro anno, il mondo è nostro. Un mondo in agrodolce, essendo l’anno del maiale una specialità cinese, ma nostro. Basta con le diete, basta con le posate, con la sciocca mania di usare i bicchieri invece di bere suinamente dalla bottiglia. Vediamo di porci comodi, per godercelo. Comunichiamocelo pure sul web, con un sito apposito: lo potremmo chiamare “suinternetâ€. Una lucidata al grugno, una pettinata alle setole e via: godiamoci questi dodici mesi. È l’occasione buona, e (si sa) l’occasione fa l’uomo lardo.

Chicco Gallus