Dieci milioni di euro in cinque giorni non sono noccioline. Un film tanto atteso - non c’è che dire - ma davvero in linea con le aspettative? Non molto, almeno per me. Capisco che la sfida da parte del regista (Gore Verbinski) è difficile: il paragone con il primo episodio è scontato. Però far leva sul successo del primo capitolo per creare una saga di tre film non proprio entusiasmanti, mi sembra ecessivo. Premetto che “I Pirati dei Caraibi” è - nel complesso - un film ben fatto: divertente e ironico, capace di “tenerti incollato” per più di due ore sullo schermo. Un film molto più “spettacolare” del primo, in cui l’azione supera di gran lunga i diaologhi geniali del primo Jack Sparrow ma - purtorppo - un film con un capo e senza una coda. Non lo posso sopportare. Ogni film deve avere una fine, perché credo che lasciare lo spettatore in attesa del seguito per conoscere la conclusione della storia, sia quantomeno stupido. Anche perché è come sancire il fatto che “I Pirati dei Caraibi” non può essere visto da solo: non è un film in sè ma un semplice (lungo) “primo tempo”. Sono rimasto estremamente deluso dalla non-fine; tanto deluso che trovo improbabile che questo film possa far parte della mia videoteca personale.
Attendo comunque una vostra opinione.