Firenze è una città bellissima. Anche Siena lo è, ma Firenze di più.
Un po’ come Sanremo, Firenze è Firenze.

Per me è anche un’esigenza: di tanto in tanto sono felice di tornarci perché laggiù si respira un’aria diversa; non è questione di parti per milione, ma d’arte tutt’attorno a te, ovunque ti volti.

E questa volta, la visita agli Uffizi - la prima in tanti anni - nonostante l’interminabile coda delle otto e mezza del mattino domenicale, mi ha fatto davvero molto piacere. Se non fosse per gli innumerevoli jappo-men incollati alle opere più famose (Leonardo in primis), direi che gli Uffizi hanno un’esposizione anche più godibile di quella del Louvre dove è possibile ammirare la “piccola” Gioconda solo con un binocolo molto potente.

E quale meraviglia non è Palazzo Vecchio e la Sala del Cinquecento?

A Siena, dentro il Duomo, ho stretto la mano a Gasparri. Oddio, a dire il vero ha fatto tutto lui: io gli ho solo chiesto “ma lei è…” evitando pure di pronunciare il nome, nell’incertezza di un grossolano errore, e lui ha detto “sì, grazie grazie” stringendomi la mano. Ok, non è una gran cosa ma fa un po’ effetto raccontarlo. Almeno credo. Personalmente avrebbe fatto più effetto stringere la mano (almeno quella) alla Hunziker.

Se solo potessi far nomi senza problemi sconsiglierei vivamente l’albergo presso cui ho pernottato. Anzi, non mi faccio problemi: evitate l’Hotel Argentina: a 5 passi dal centro sì, ma al prezzo di un servizio scarsissimo e molto costoso.

/me è comunque molto molto contento di questa gita, anche per l’ottima compagnia.