
Ho sognato
di indossare
una qualsiasi me stessa
ho sperato
di non farmi difetto
e ho scoperto
che in fondo
riesco ad adattarmi
a parecchie
delle mie sfaccettature
e portarmi
disinvoltamente
in giro.
Testo di Francifra
tutto quello che doveva succedere
Sono davvero molto contento e soddisfatto per come si è concluso questo mondiale di formula 1, non solo perché - da ferrarista convinto - sono felice del successo ottenuto, ma anche perché quel giovicello di Hamilton - nonostante la sua indiscussa bravura - *non* meritava di vincere il mondiale nell’anno di esordio in formula 1, non fosse altro che per gli evidenti favoritismi che Sir. Ron Dennis e qualche big della FIA hanno avuto nei suoi confronti.
Proprio per questo motivo ero ormai giunto, negli ultimi 4/5 granpremi, a tifare finanche per Alonso purché non vincesse Hamilton! Eppure è stata dura perché si può dire che il giovincello è stato in testa alla classifca piloti per tutta la stagione. Ci voleva un miracolo per vincere. O una serie di errori di Hamilton, ed è quello che è successo: due errori che vista la giovine età del pilota e l’inesperienza (in un certo senso) gli sono cotati parecchio cari.
A dir poco vergognosa la reazione McLaren sul “giallo-benzina” della BMW e Williams: Ron Dennis non sa più cosa inventarsi per far vincere il suo protetto! Ottimo il commento di Alonso (contro la sua squadra): “sarebbe vergognoso vincere un mondiale così”.
Piccola postilla: non sono minimamente d’accordo (o meglio spero vivamente non sia vero!) con quanto affermato da Renato d’Ulisse sul sito la gazzetta.it (leggi tutto l’articolo qui ) e cioè che la vincita di Raikkonen sia stata studiata a tavolino nell’occasione della sanzione parigina contro McLaren per la spy-story.
Ecco perché ci faremo sottomettere
In Italia, si sa, le cose funzionano al contrario rispetto al resto del mondo. Anzi, si sa, che non funzionano per niente. Il rischio più grande è quello di aggravare sempre più il divario (già epocale) che ci divide dalle altre nazioni europee.
Ho letto con grande disappunto la notizia sul sito del Corriere della Sera (questa), che il prefetto di Treviso, tale Vittorio Capocelli, ha acconsentito l’utilizzo del burqa purché una persona “si sottoponga all’identificazione e alla rimozione del velo” (se richiesto?), nonostante una legge italiana (L. 152/1975, art. 5) proibisca espressamente di “prendere parte a pubbliche manifestazioni, svolgentisi in luogo pubblico o aperto al pubblico, facendo uso di caschi protettivi o con il volto in tutto o in parte coperto mediante l’impiego di qualunque mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona.”
Non è giusto. Ancora una volta non capisco perché se un italiano qualunque si trasferisce in un altro paese deve sottostare (giustamente) alle regole/leggi che guidano il paese che lo ospita e, invece, un extracomunitario qualunque pretende di far cambiare le leggi italiane a proprio uso e consumo.
Chiaro che la tolleranza è d’obbligo, così come il rispetto della religione altrui, ma questi valori devono necessariamente essere bilaterali. Non è questione di razzismo. E’ questione di identità : noi abbiamo una storia, una cultura e un’etica religiosa nostre. Questi sono aspetti da difendere ad ogni costo. Perché siamo Italiani e, che piaccia o no, in Italia si deve vivere da Italiani.
Nebbia e cenere
Nebbia e Cenere Quando ho letto questo libro, ero alla ricerca di qualcosa di non molto impegnativo, un po’ “leggero” e che fosse piacevolmente semplice da leggere. Così, dopo una breve ricerca sul catalogo bol.it, mi sono lasciato convincere dalla breve descrizione/trama all’interno del libro: “Bruno guida lo scuolabus, lucido e metodico, e non passa mai dalle parti della vecchia casa di famiglia, bruciata per un misteruoso incendio dove è morta sua sirella Anna, che tutti in paese chiamavano «l’indemoniata».
Bruno ha un dolore, Serena, la ragazza che l’ha lasciato, e che lui continua a cercare, seguendo le tracce del suo successo nel mondo.
In realtà ”Nebbia e cenere” è sì un libro piacevole da leggere ma per niente semplice: l’autore riesce a coinvolgerti anche emotivamente nel seguire le vicende di Bruno e dei “suoi” bambini. La storia incalza e, a grande velocità , arriva ad una fine tanto inattesa quanto impressionante.
Nella mia grande ignoranza letteraria, ammetto che non conoscevo fino ad allora l’autore del libro, Eraldo Baldini, e devo dire di essere rimasto favorevolemte colpito, tanto da aver acquistatosubito un altro suo romanzo “Mal’aria”.
Un ottimo libro per tuti.
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Apollonollo nasce sotto il segno dei pesci, il 17 marzo 1980, nella piccola cittadina di Pavia, dove tuttora vive. Fin da piccolo si distingue per la sua capacità di nascondersi fra le ombre, riuscendo a fuggire dall'asilo delle suore in una fresca giornata d'autunno. E' di natura molto pigro soprattutto per tutto ciò che non è di suo interesse. A volte è altruista, altre volte è stronzo. In generale quindi molto lunatico ma non è difficile entrare nelle sue grazie. E' egocentrico e si vuole credere attore.