Non è stata una delle migliori giornate della mia vita a livello fisico, mal di gola, mal di testa…di conseguenza non si può dire che il mio primo giorno di lavoro sia stato entusiasmante. Eh, già, lavoro: per chi non lo sapesse ho iniziato a lavorare come ricercatore borsista (vale a dire uno che lavora con una borsa di ricerca pagata dalla regione, nella fattispecie la regione Lombardia), all’interno dell’università. Lavorerò in questo campo fino a fine settembre, speriamo possa essere un’attività interessante e soprattutto “tranquilla”, per il futuro si vedrà in seguito. Come primo giorno è andata più o meno bene considerando le mie condizioni di malaticcio, diciamo che non posso lamentarmi!
Unico neo: dovrei dividermi tra due laboratori, in università e in Eucentre, un centro di ricerca all’interno della facoltà. Peccato che dovremo dividerci due badge per l’ingresso in tre persone (io e due miei colleghi), non ci hanno voluto dare 3 badge perchè “servono per i loro dipendenti”, essendo noi dei poveri borsisti dobbiamo ringraziare di averne 2…ma dico: costano così tanto i badge da doverli per forza centellinare? E poi i loro dipendenti non dorebbero avere GIA’ tutti i loro bellissimi badge? E quali altri fantomatici dipendenti avranno bisogno di entrare in quell’azienda da adesso fino a fino settembre? Diciamo solo una cosa: lasciamo perdere.
Santo’s Blog
Primo giorno di lavoro
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Dott. Ing. Sr Clemenzi
Alla fine l’ultimo tassello è stato inserito. L’ultima mia piccola battaglia è stata vinta e continuo ad avanzare pronto ad affrontare altre battaglie nella guerra che è la vita (ok, ora posso smetterla di parlare per metafore).
Insomma, sono dottore, “Dottore magistrale in Ingegneria Elettronica con la votazione di 103/110″, non male, suona leggermente altisonante ma diciamo che posso sopportare per qualche giorno il peso della popolarità!
Sono soddisfato, era ora, ci vuole un po’ di vacanza e poi subito sotto per tutto quello che mi aspetta, colloqui, abilitazione e tutto il resto.
Mi sarebbe piaciuto mettere una foto dell’evento ma per ora vi dovrete accontentare della vostra immaginazione!
“Dottooooore, dottoooore, dottore del buc…… va………”: riempire gli spazi vuoti.
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Gobal Warning - Jon Oliva’s Pain
GLobal Warning
Jon Oliva’s Pain
Voto: 7,5
Per chi, tempo fa, avesse letto la mia recensione di “Maniacal Renderings“, precedente lavoro del Mountain King, questa recensione potrebbe sembrare una sorta di acclamazione a questo nuovo lavoro dei JOP. In realtà la mia vena estramemente critica non mi permette di andare oltre il 7,5 per svariati motivi: Ci sono tanti pezzi estremamente validi, ma probabilmente troppe idee poco “curate” per una produzione di questo livello; a mio parere il miglioramento rispetto a Maniacal Renderings è notevole ma siamo sempre ancora legati a sonorità che poco si sposano con la voce del nostro Jon Oliva.
La Title Track, primo pezzo del cd, è per 2/3 strumentale e per quanto sia apprezzabile l’idea di inserire finalmente un pezzo strumentale, dopo anni di “astinenza”, rimane un pezzo con tantissime idee valide ma senza alcuna soluzione di continuità, tutti i riff sono attaccati (anzi, non sono attaccati) senza una reale amalgama, non si va oltre al canovaccio Riff-pausa-altroRiff…e sinceramente mi sembra banale per uno come Jon Oliva che compositivamente ha veramente gli attributi fumanti.
Look At The World è un buon pezzo blueseggiante che perfettamente si sposa con il groove sviluppato dal piano di Jon. Adding the Cost è pura energia alla JOP, riff tagliente e ritmo forsennato, ottima miscela eslposiva, uno dei migliori pezzi dell’album. Before I Hang presenta ancora una struttura estremamente blues e si rivela un pezzo di sicuro impatto. Firefly e O to G, sono i pezzi emotivamente più belli dell’album, grande sentimento e ottimi arrangiamenti, compositivamente ineccepibile la prima e piena di passione la seconda, chiaramente dedicata all’amico scomparso “Super G”.
Master è decisamente un pezzo di sperimentazione a livello di sonorità e di arrangiamenti, sono chiarissime le influenze industrial che sono decisamente atipiche per tutto l’universo Jon Oliva, ma il tutto è confezionato con sapienza e il risultato è un pezzo dall’ottimo tiro. Walk Upon the Water è un’altro dei pochi pezzi che spiccano, ottimi arrangiamenti, molto simili al periodo di Handful Of Rain, sicuramente uno dei più ispirati della storia compositiva di Jon Oliva. You Never Know ricorda in modo inequivocabile The Fountain of Youth, del lontanissimo Power Of The Night, un po’ di nostalgia non fa mai male: Il resto dell’album non credo sia degno di essere mensionato perchè probabilmente finirei col decidere che il 7,5 è troppo alto per questo album, non c’è niente da fare, forse mi aspetto troppo dai Jon Oliva’s Pain, ma è innegabile: qualsiasi pezzo dei Savatage è di gran lunga superiore del miglior pezzo dei JOP. E’ triste da dire, ma è così. Comunque un ottimo album, ovviamente sono pronto ad assistere al concerto del 2 maggio al Fillmore. 7,5 meritato.
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Mi sembrava giusto…
…aggiornare un po’ il mio blog con un post che non fosse necessariamente un embed di un video di YouTube, anche se ultimamente ho trovato un video che spiega come risolvere il Cubo di Rubik, inutile dire che ho passato qualche ora a provare a risolverlo ottenendo buoni margini di successo per i prossimi giorni…
Volevo inoltre segnalarvi il sito del mio nuovo gruppo: i Deimos (troverete da oggi il link anche nella sidebar, ho aggiunto anche il banner della pagina myspace in fondo a questo post), tributo ai Gamma Ray, gruppo teutonico storico. “Last but not least” (come dicono gli inglesi) vi annuncio che ho terminato gli esami e sto ultimando (con non poca frenesia) il lavoro di tesi per essere pronto per la sessione di laurea di aprile…dunque? Al lavoro!
ps: avete notato il link “My Playlist” nel menu “Pages”? ![]()
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Rush - YYZ
Ok, ok, lo so che ultimamente non sto facendo altro che aggiungere video di YouTube , ma questo non potevo proprio evitare di inserirlo, non ho saputo resistere! I Rush e questo pezzo in particolare (YYZ, dall’album Moving Pictures del 1981) sono di un altro pianeta!
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